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“Faceboom”: ricavi record per la creatura di Zuckerberg

1 febbraio 2016

All’inizio fu solo un’intuizione. Un progetto di un “nerd” che in giro passava pressoché inosservato ma che al buio della sua stanzetta avrebbe scritto la storia. Questo è l’incipit del racconto della vita di ogni vero genio dell’epoca contemporanea, di quell’era in cui la gloria non si ottiene più sul campo di battaglia, ma si misura con i dati di mercato. Quei dati oggi ci dicono che il genio che ha rivoluzionato l’approccio dell’umanità alla tecnologia si chiama Steve Jobs. Mentre quello che ha cambiato il modo di concepire e gestire i rapporti sociali si chiama Mark Zuckerberg. Perché Facebook è per i social network ciò che Apple è stata per l’informatica: pioniera prima, regina incontrastata poi.

I RISULTATI
Nel quarto trimestre del 2015, l’utile netto del social network è più che raddoppiato, raggiungendo la soglia record di 1,56 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono saliti del 52 per cento a 5,84 miliardi di dollari rispetto ai 3,85 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Cifre da far paura, che hanno portato a un balzo del titolo di Facebook in Borsa e sulle quali furono in pochi a scommettere in occasione dell’esordio dell’azienda a Wall Street. Fra quei pochi, ovviamente, c’era il fondatore e ceo, Mark Zuckerberg, che nel frattempo, partendo dal suo quartier generale a Menlo Park, ha messo su un impero dei social. Lo ha fatto muovendosi su de fronti: da una parte capitalizzando al massimo i ricavi pubblicitari dando la possibilità agli inserzionisti di raggiungere fette sempre più specifiche di pubblico, dall’altro facendo un po’ di sano shopping (a sei zeri, naturalmente).

LE CONQUISTE
L’acquisizione di Instagram prima e di WhatsApp poi ha permesso a Facebook di espandere ulteriormente i suoi confini, già vastissimi, surclassando anche la concorrenza più temuta, quella del social network rivale Twitter. Anche qui, è questione di numeri: se Twitter può vantare circa 320 milioni di utenti attivi, Facebook ha raggiunto la mostruosa soglia di 1,59 miliardi di amici virtuali, a cui vanno aggiunti i 400 milioni di persone che condividono foto su Instagram e l’immenso popolo che chatta con WhatsApp, formato da circa 900 milioni di utenti. Senza contare inoltre che, se a Menlo Park si festeggia, dalla sede di Twitter invece si fugge: come annunciato dallo stesso fondatore del sito, Jack Dorsey, ben cinque dirigenti, fra cui quelli delle risorse umane e della comunicazione globale, hanno scelto di lasciare l’azienda. Da quando si è capito che la fortezza di Facebook era ormai inattaccabile, il social network dei cinguettii è entrato in una sorta di depressione, che addirittura ha fatto prendere in considerazione ai vertici l’idea di eliminarne il tratto distintivo, i 140 caratteri. Periodo buio che si ripercuote sui risultati, visto che la popolazione “cinguettante”, nel 2015, è aumentata solo di 5 milioni di unità, a fronte dei 33 milioni del 2014 e dei 37 milioni del 2013.

I RIVALI
L’unica rete sociale che ad oggi può competere con Facebook è YouTube, piattaforma video sulla quale un altro gigante del Web, Google, è riuscito ad avventarsi prima dell’azienda di Zuckerberg: il sito ha infatti superato la quota di un miliardo di utenti attivi. Ma quel ragazzotto in felpa grigia, avendo acquistato anche Oculus Vr, la piattaforma per visori in realtà virtuale, e avendo inserito sul suo social network la possibilità di trasmettere dirette video in streaming dallo smartphone, oltre a rompere le uova nel paniere a Periscope (e quindi di nuovo a Twitter), minaccia anche di invadere almeno parzialmente il settore di YouTube. Se da una parte comunque l’impero di Zuckerberg continua a mantenere il predominio, dall’altra ci sono alcune reti sociali decisamente in ascesa. Fra queste senz’altro Tumblr e Snapchat. La prima, piattaforma di microblogging acquistata da Yahoo nel 2013, ha oltre 420 milioni di utenti attivi nel mondo, e ha registrato un aumento dei propri iscritti del 45 per cento nel giro di sei mesi. Ma il vero caso si chiama Snapchat. Diventata uno dei luoghi di ritrovo virtuali preferiti dagli adolescenti perché permette di scambiarsi testi e immagini senza lasciare tracce, l’app di messaggistica istantanea creata dal 23enne Evan Spiegel con i suoi 200 milioni di utenti attivi fa gola sia a Facebook che a Google. Zuckerberg è arrivato ad offrire 3 miliardi di dollari per acquistarla, mentre si vocifera di un interesse anche da parte del sito di ecommerce cinese Tencent Holdings, che di miliardi sarebbe disposto a sborsarne addirittura quattro. Offerte che per ora sono state rifiutate, e il perché è facile da capire: se attualmente su Facebook vengono caricate 400 milioni di immagini, su Snapchat la cifra è di 350 milioni. Ancora qualche mese, e l’imperatore Zuckerberg potrebbe trovare un giovanissimo ma degno avversario.

andrea.andrei@ilmessaggero.it

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